Stiamo perfezionando l’intervento che terrò per l’Arena Marketing Trends a SMAU Bari.
Nel lavoro di riordino degli ultimi dati, ho trovato un’interessante intervista a Brian Wiener, CEO di 360i.
In questa chiacchierata, individua 5 elementi critici:
1. I social media sono e saranno sempre più mobili: sempre più i cellulari e i palmari saranno sempre connessi alla Rete permettendoci di interagire con i nostri network in tempo reale.
2. Lo spazio guadagnato e quello acquistato vanno sempre più assieme: tipicamente si distingue tra gli spazi pubblicitari a pagamento (l’advertising tradizionale) e gli spazi che ci vengono riservati in modo gratuito (recensioni, commenti su blog, etc.).
Questo tipo di divisione – soprattutto in fase di pianificazione – sta perdendo di senso in quanto i canali sono interconnessi e i messaggi si fronteggiano e rafforzano vicendevolmente.
3. La misurazione dei risultati torna ad essere rilevante: inizialmente non si riusciva a misurare realmente la portata dei nuovi network, ora stanno emergendo modelli e strumenti creati appositamente per raccogliere feedback anche dalle iniziative 2.0.
4. La trasparenza non è un optional. La Rete è fatta di conversazioni ed è impossibile nascondere o mascherare le informazioni.
5. Il cambiamento è inevitabile: prendere o lasciare. O si cambia o si chiude.
L’intervista si basa sull’esperienza statunitense di Wiener, ma credo che nella sostanza possa essere accolta anche in Italia.
Trovo importante sottolineare soprattutto il punto 4.
Adottare un atteggiamento di apertura e trasparenza non è una scelta è un obbligo imposto dai nuovi media.
Questo è spesso l’elemento che le aziende tradizionali hanno più difficoltà a digerire.
Abituate a guidare il flusso comunicativo, non si trovano a loro agio in un contesto in cui clienti, fornitori o semplici curiosi possono dire la loro con la stessa loro autorevolezza.
La prima reazione è quella di fastidio, la seconda di fuga.
Poi però capiscono che, anche se loro decidessero di non scendere in campo, le conversazioni attorno ai loro marchi o prodotti non cesserebbero.
Quindi meglio presidiare il territorio, ascoltare e imparare.






