Quale crisi?

Posted by Barbara Bonaventura on settembre 28, 2009 at 9:41 am.

file000130896824Che tipo di crisi abbiamo affrontato e come ci influenzerà?

Prendo spunto da un’interessante analisi delle crisi economiche effettuata da Paul Flatters e Michael Willmott.
Secondo questi ricercatori, le crisi del passato possono essere suddivise in due grandi gruppi:

  • Quello più numeroso annovera crisi relativamente brevi e superficiali che producono cambiamenti a breve termine nel comportamento dei consumatori in funzione alle loro cause e di quali sono le vittime principali.
    Un recente studio del Fondo Monetario Internazionale è giunto alla conclusione che la recessione tipica– dal 1960 ad oggi – ha una durata di circa un anno e porta ad una contrazione del Pil di circa il 2%.
  •  Il secondo gruppo annovera crisi più profonde e durature, come la Grande Depressione degli anni 30 negli USA e il Decennio Perduto del Giappone.

Mentre il primo insieme presenta – generalmente – dei trend di consumo che rimbalzano abbastanza velocemente anche se a velocità diverse nei diversi settori, il secondo insieme colpisce molto più profondamente e si ripercuote stabilmente nelle modalità di acquisto dei consumatori.
Molte persone che hanno vissuto la Grande Depressione, ad esempio, sono rimaste parsimoniose per il resto dei loro giorni.
Le recessioni gravi possono anche influenzare il panorama normativo con conseguenze tanto sulle aziende, tanto sui consumi.

La crisi attuale in quale insieme si colloca?

Per i ricercatori è ancora difficile dirlo in quanto riunisce in sé caratteristiche di entrambi i gruppi.
La maggior parte degli osservatori, compresi il FMI, la Banca mondiale e l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico concordano sul fatto che non si raggiungerà la gravità della Grande Depressione e non durerà quanto il Decennio Perduto.

Tuttavia è probabilmente la crisi più grave dopo quella del ’29 e coinvolgerà la maggior parte dei mercati e dei consumatori di tutte le fasce di reddito.

Di certo, si rilevano mutamenti significativi nelle modalità di acquisto, saranno cambiamenti duraturi o provvisori?

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