Cogliere il meglio dal presente

Posted by Barbara Bonaventura on ottobre 1, 2009 at 9:45 pm.

strumenti di ieri

Proprio in questi ultimi giorni, mi sono sentita ripetere da varie fonti come  il riuscire a lavorare secondo gli standard qualitativi canonici stia diventando difficile.

Consolidate realtà aziendali, con anni di esperienza e successi alle spalle , che si trovano in panne come fossero aziendine alle prime armi disorganizzate.

Credo che un buono spunto per spiegare questa situazione anomala possa anche arrivare da un bell’articolo di Mckinsey.

Ne riporto in sintesi alcuni passaggi adattati al mondo imprenditoriale italiano.

Quando le condizioni del business cambiano in modo drammatico, come successo nell’anno passato, la Direzione deve poter confidare nel fatto che i suoi migliori manager sappiano adattarsi velocemente.
Perciò, cosa dovrebbe fare quando si rende conto che proprio questi suoi uomini migliori non paiono essere in grado di adattarsi alle regole dei nuovi giochi?
I costi di tale scarsa capacità di adattamento – opportunità perse, problemi organizzativi, etc. – sono spesso talmente elevati che la tentazione di rimpiazzare tali figure diventa elevata.
Questo è un errore, soprattutto quando questi manager sono in possesso di conoscenze strategiche (conoscenza del mercato,  consolidata rete di relazioni, etc.)

Ma, come è possibile che manager efficienti  e fondamentali fino a ieri, oggi diventino improvvisamente dei  pesi per l’azienda?

Una risposta pare essere LA PAURA.

In momenti di rapidi cambiamenti quando le vie consuete per raggiungere gli obiettivi non funzionano più, anche i manager più duri e qualificati possono essere spaventati a morte.
Questi timori derivano dalla possibilità di perdete la reputazione, il proprio livello sociale e  – ovviamente -  il lavoro e relativo stipendio.

Per assurdo sono proprio i manager che nel passato avevano ottenuto risultati migliori ad essere colpiti dai timori più forti. Infatti, in una vita di successi, queste persone non si erano mai trovati ad affrontare reali situazioni di difficoltà professionale.

Da qui emergono comportamenti di forte chiusura con atteggiamenti negativi nei confronti dell’azienda da cui possono arrivare a sentirsi perseguitati.

Il rischio è che i manager di cui si avrebbe particolare bisogno per risollevare l’azienda in realtà non facciano nulla di diverso dal solito: si fossilizzino su quelle procedure che in passato funzionavano, ma che oggi risultano del tutto inefficaci se non dannose.

Sembra che questo accada perché la paura del cambiamento può essere talmente destabilizzante che risulta una soluzione più gestibile quella di auto convincersi che la situazione economica non sia effettivamente critica, ma che sia solo un fenomeno cui prestare poca considerazione.
Insomma, adottino ‘la soluzione dello Struzzo’ nascondendosi la realtà per difendersi.

In tale contesto il ruolo della Direzione/Proprietà diventa cruciale.
Anche perché una tale situazione di incertezza e stress emotivo, spesso viene proprio creata e rafforzata dall’alto.

Per uscire da tale circolo vizioso, pare sia utile riuscire a coinvolgere i manager facendoli parlare delle loro paure.
Quindi, è fondamentale adottare un nuovo stile direzionale che – a sua volta – si adatti al cambiamento del clima interno.
Pertanto,  può essere  necessario modificare le proprie abitudini con lo scopo di migliorare l’ambiente aziendale, diminuendo le sfuriate e cercando di creare dei nuovi canali di comunicazione con  i  propri collaboratori strategici.
D’altro canto, sarebbe cieco pensare che internamente nulla cambi dato un mercato esterno che muta velocemente e rompe anche i punti fermi che si credevano inamovibili.

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