O almeno comunicarla….
Studiando dei vecchi materiali per preparare un corso, ho ritrovato un appunto tratto da ‘Guerrilla Marketing for Consultants’ un libro del 2004 tra i primi a trattare di questo approccio di marketing non convenzionale.
Nelle note che mi ero trascritta, avevo riportato i fattori differenzianti che secondo gli autori funzionano e non funzionano.
Da Porter in poi, tutti sappiamo che l’elemento più efficace per ottenere visibilità per le nostre attività di business è quello di differenziare la nostra offerta.
Cioè di porla in modo che stacchi e si evidenzi rispetto ai concorrenti.
Quindi, di identificare un qualcosa che sia importante per il nostro mercato e di puntare su questo elemento la nostra comunicazione.
In realtà è proprio questo il cuore del marketing.
Dopo tutto, molta dell’arte di costruzione di un Brand sta proprio nell’individuare tale valore e nel definire una promessa implicita di soddisfazione.
Nell’ambito dei servizi – e quindi della consulenza – la capacità di differenziarsi diventa ancora più critica perché spesso si basa sul linguaggio e non su qualcosa di tangibile.
Per Levinson e McLaughlin vi sono ‘differenziatori’ efficaci e ‘differenziatori’ non efficaci.
Il loro lavoro mi aveva colpito in quanto smontava molte delle credenze più diffuse.
Infatti, facevano notare come la maggior parte delle leve utilizzate comunemente dalle imprese non venivano veramente percepite come differenzianti quando il prospect – possibile cliente – si trovava a valutare le offerte.
Il risultato di queste scorrette convinzioni è semplice: molte aziende sviluppano le loro proposte commerciali basandole su elementi che possiamo definire ‘neutri’ o ‘ di sistema’.
Importanti si, ma non memorabili o veramente capaci di definire il carattere distintivo di un’azienda/marchio.
Sono elementi che o non si ‘vedono’ o, peggio, vengono dati per scontati in quanto logica conseguenza del servizio acquistato.
Vediamoli assieme.
Differenziatori che non funzionano:
1. Qualità del servizio
2. Prezzo migliore
3. Metodi, strumenti e approcci
4. Prontezza del servizio
5. Referenze generiche
6. FUD: Fear (paura) , Uncertainty (incertezza) e Doubt (dubbio)
Differenziatori che funzionano:
1. Essere un autorità riconosciuta in un campo/settore
2. Semplicità
3. Offrire garanzie vere
4. Regalare qualcosa
5. Onestà
6. Raccomandazioni da parte di terze parti note
7. Essere i primi
Come tutte le ‘liste’ americane, anche queste vanno prese con un sano scetticismo. Molto spesso quello che è valido negli USA, nei mercati europei è meno efficace.
Però qualche spunto di riflessione lo possiamo trarre. Non pensate?
Se la pubblicità tradizionale si sta dimostrando così debole e poco efficace, dobbiamo trovare 


If you have more money than brains, you should focus on outbound marketing.
