Una delle tendenze sociali che il nostro di lavoro di ricerca ha individuato è la PARSIMONIA, intesa come un rifiuto degli eccessi del consumismo a favore della riscoperta dell’essenziale.
Questo è un atteggiamento che coinvolge fasce di popolazione differenti che scelgono – non obbligatoriamente per necessità – di tagliare le spese voluttuarie.
Quindi, la riscoperta delle cose ‘fatte’ in casa – si veda anche il tentativo dell’orto alla Casa Bianca -, del riciclo degli oggetti, degli articoli di qualità poco sfarzosi.
Una buona espressione commerciale – per certi versi estrema – di questa tendenza è l’evolversi del baratto.
Già diverse volte, questa forma di scambio aveva provato ad acquisire luce e credibilità, ora pare che si sia creato un contesto economico idoneo per il suo sviluppo.
Per spiegare meglio l’effetto di questa nuova forma di scambio, riportiamo l’esperienza svolta nei giorni scorsi a Milano.
L’oggetto del baratto in questo caso specifico erano prodotti di lusso nell’ambito dell’abbigliamento.
Come si vede, non si tratta di uno scambio per necessità, ma del prendere piede di una moda/tendenza.
Nel video di presentazione dell’evento milanese che riportiamo a seguire, compaiono tutti i termini cruciali: riciclo, sostenibile, costo zero.
Ovviamente tutto condito in salsa glamour per trasmettere il concetto di esclusività e divertimento.
Ci sono sempre state delle regole più o meno implicite alla base della concezione comune del marketing.
In sintesi, potremmo presentarle così:
Marketing significa pubblicità Non è importante costruire un’offerta commerciale di valore, tanto attraverso la pubblicità riusciremo a vendere lo stesso.
La pubblicità si rivolge alle masse
Lavorando coi grandi numeri, abbiamo la certezza matematica di riuscire a vendere.
La pubblicità si basa sull’interruzione per catturare l’attenzione del pubblico
Posizionando il mio spot all’interno dello spettacolo con grande audience, sono certo che questo verrà guardato da molti.
La pubblicità comunica ad una via: dall’azienda al consumatore
L’agenzia definisce il messaggio che arriverà al mio pubblico.
La pubblicità ha come unico scopo quello di vendere i prodotti
L’obiettivo è vedere qui e ora.
La pubblicità si struttura a campagne ed ha una vita limitata
L’agenzia crea la pubblicità per vendere il prodotto del momento, una volta passato questo trimestre si ricomincia ex novo.
La creatività è l’elemento più importante nella costruzione della pubblicità
L’importante è essere originali
Il focus dell’agenzia pubblicitaria è vincere il premio per la migliore pubblicità, non tanto portare nuovi clienti alla sua committenza
L’agenzia crea valore soprattutto per se stessa, la committenza sarà in ogni caso soddisfatta.
La pubblicità, l’ufficio stampa e le relazioni pubbliche sono discipline indipendenti che conseguono obiettivi differenti e si rivolgono ciascuna ad un preciso target.
Le informazioni vengono veicolate con ordine, dando a ciascuno il suo pezzettino. Tanto i target sono svincolati e non si parlano.
Per alcuni, queste indicazioni possono sembrare follia.
Però è sotto gli occhi di tutti come anche oggi, la maggior parte delle aziende – e delle agenzie – continua a muoversi su queste direttive.
Credo sia sufficiente guardare un quarto d’ora di spot in prime time per rendersi conto di quanto questa concezione di marketing sia ancora attuale.
La domanda nasce spontane:
Perché le aziende continuano a lavorare così senza certezza di risultati?
Che tipo di crisi abbiamo affrontato e come ci influenzerà?
Prendo spunto da un’interessante analisi delle crisi economiche effettuata da Paul Flatters e Michael Willmott.
Secondo questi ricercatori, le crisi del passato possono essere suddivise in due grandi gruppi:
Quello più numeroso annovera crisi relativamente brevi e superficiali che producono cambiamenti a breve termine nel comportamento dei consumatori in funzione alle loro cause e di quali sono le vittime principali.
Un recente studio del Fondo Monetario Internazionale è giunto alla conclusione che la recessione tipica– dal 1960 ad oggi – ha una durata di circa un anno e porta ad una contrazione del Pil di circa il 2%.
Il secondo gruppo annovera crisi più profonde e durature, come la Grande Depressione degli anni 30 negli USA e il Decennio Perduto del Giappone.
Mentre il primo insieme presenta – generalmente – dei trend di consumo che rimbalzano abbastanza velocemente anche se a velocità diverse nei diversi settori, il secondo insieme colpisce molto più profondamente e si ripercuote stabilmente nelle modalità di acquisto dei consumatori.
Molte persone che hanno vissuto la Grande Depressione, ad esempio, sono rimaste parsimoniose per il resto dei loro giorni.
Le recessioni gravi possono anche influenzare il panorama normativo con conseguenze tanto sulle aziende, tanto sui consumi.
La crisi attuale in quale insieme si colloca?
Per i ricercatori è ancora difficile dirlo in quanto riunisce in sé caratteristiche di entrambi i gruppi.
La maggior parte degli osservatori, compresi il FMI, la Banca mondiale e l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico concordano sul fatto che non si raggiungerà la gravità della Grande Depressione e non durerà quanto il Decennio Perduto.
Tuttavia è probabilmente la crisi più grave dopo quella del ’29 e coinvolgerà la maggior parte dei mercati e dei consumatori di tutte le fasce di reddito.
Di certo, si rilevano mutamenti significativi nelle modalità di acquisto, saranno cambiamenti duraturi o provvisori?
In questi giorni si parla di‘realtà aumentata‘ come possibilità di sviluppo delle applicazioni web.
Ovviamente, per chi si occupa di marketing la sfida è interessante.
Il problema è che in molti cercheranno di riproporre i sistemi ‘vecchi’ in salsa nuova …
Seppure le informazioni che si potrebbero così inserire nel mondo reale sarebbero più ‘discrete’ in quanto usufruite singolarmente attraverso il proprio device, alla fine si potrebbe arrivare a quanto riportato nel trailer di Minority Report.
Insomma il vecchio marketing dell’interruzione riproposto con nuovi media.
Il 18 agosto la prestigiosa testata PC world ha stillato la classifica delle 10 cantonate – intese come occasioni di business perse – più rilevanti nel mondo del business ICT (information comunication tecnology) eccole per voi:
10. il salvataggio da parte di Microsoft di una Apple in forti difficolta finanziarie
9. la mancata comprensione del potenziale dei motori di ricerca basati su algoritmi testuali complessi come Google
8. l’aver sottovalutato la portata degli annunci on-line gratuiti
7. l’aver buttato all’aria una posizione di dominanza di mercato senza sfruttare la propria posizione di leader (Compuserve)
6. il non aver sfruttato la spinta innovatrice di Napster per proporre in campo musicale – e non solo – qualcosa che andasse al di là dei soliti schemi
5. l’aver inventato il personal computer moderno con tanto di interfaccia visuale e editor WYSIWYG e non averlo veramente commercializzato (Xerox)
4. aver perso la fornitura del sistema operativo di IBM perchè a negoziare non era andato il fondatore dell’azienda antagonista a Bill Gates, ma sua moglie
3. il mancato accordo su uno stadandard per i supporti dei film che ha portato ad una guerra dai costi enormi soprattutto verso lo spostamento delle preferenze del pubblico verso l’on-demand.
2 . l’aver scartato i lettori MP3 perchè non si pensava che la musica digitale fosse un affare interessante (Steve Jobs ringrazia)
1. l’essersi fatti scappare da parte di Yahoo l’acquisto ad un prezzo ridicolo di Facebook.
Typograph is a standards compliant theme with a JQuery powered tabbed sidebar box and an ad under the first post on the index page. This theme has no images and is purely based on CSS elements and typography. Ideal for future customization. Typograph was styled "from the ground up" on a highly customized version of the Sandbox theme.
Designed by Morten Rand-Hendriksen - designer, information philosopher and author based out of Burnaby, BC.
You can change the contents of the tabbed box by editing the tabbedBox.php file located in the Typograph theme directory.