Questo è il motto del Festival delle Città Impresa che prenderà il via il 21 aprile e coinvolgerà molti comuni e città del NordEst.
Condividiamo appieno questa idea.
Mai come oggi, è la conoscenza la vera leva strategica che può fare la differenza e portare all’uscita dall’attuale situazione di stasi dei mercati.
Per cui: la cultura ci fa ricchi e non ci fa perdere occasioni.
Quindi, speriamo che in molti vorranno dedicare il loro tempo per assistere alle conferenze organizzate.
Gli eventi e le occasioni formative/informative sono ghiotte e di altissimo livello.
Solo per citarne una: a Borgoricco sabato 24 interverrà Jimmy Wales fondatore di Wikipedia (la più grande enciclopedia telematica esistente).
Nell’ambito di questa importante occasione, parteciperò ad un convegno dal titolo: ‘Quanto internet è importante per le aziende?‘ In rappresentanza di AICEL – Associazione Italiana Commercio Elettronico.
Credo sia palese che Internet sia oramai uno strumento di lavoro fondamentale per tutte le realtà produttive.
Questa la teoria condivisa da tutti, in realtà poi ci troviamo ancor oggi di fronte a pochissime aziende che utilizzano in modo strategico ed efficace questo canale.
Perché nel 2010 siamo ancora a questo punto?
Per moltissime ditte Internet è un canale aggiuntivo, qualcosa di esterno alle normali procedure di produzione dei beni o erogazioni dei servizi.
Un elemento in più.
Da qui la scarsissima penetrazione dell’e-commerce nel mercato italiano.
Potremmo definire questo approccio ‘Internet Myopia’ parafrasando Theodore Levitt.
Come nella ‘Marketing Myopia’ si perdono occasioni perché si è eccessivamente centrati sugli aspetti della produzione, fino a abbandonare il vero focus dell’azienda e cioè creare business soddisfando le necessità del cliente, nell’ ’Internet Myopia’ si perdono ugualmente opportunità di crescita.
Ci sono alcuni elementi critici per comprendere bene in cosa consista l’Internet Myopia:
1. Oggi le imprese si muovono nei mercati come farfalle in un vaso di vetro: sono continuamente sotto osservazione non solo da parte degli analisti di settore, ma da parte di chiunque sia interessato a fare business con loro (clienti, fornitori, partner, investitori, etc).
2. I mercati – perciò – sono forzatamente posti sotto lenti di ingrandimento e questo li costringe ad essere più trasparenti e verificabili, a sua volta tutto ciò richiede che le imprese siano più trasparenti e chiare.
3. Le aziende sono fatte da persone: in qualsiasi contesto produttivo ci sono individui che interagiscono tra loro per creare i beni o i servizi che l’azienda poi andrà a vendere.
4. Queste persone parlano con l’esterno dei fatti propri, ma anche dell’azienda per cui lavorano.
5. Un’azienda può quindi essere oggetto di discussione anche al di fuori dei canali commerciali/comunicativi standard.
Quindi, le opportunità per una ditta di coinvolgere nuovi interlocutori – prospect, stakeholders e potenziali clienti – si amplificano all’inverosimile. Tutto in Internet può diventare funzionale al business, tutto va ad influenzare le sue performance in termini di vendita.
Tutto è vendita on-line, non sono l’e-commerce in senso stretto.
I nostri fornitori come parlano di noi? I nostri partner come descrivono la collaborazione con la nostra azienda? E i nostri clienti?
Internet è il luogo dove andiamo a cercare informazioni e, allo stesso tempo, è il luogo dove le persone si scambiano maggiormente pareri e idee.
Internet Myopia significa quindi, non essere consapevoli delle potenzialità che Internet mette a disposizione delle realtà produttive per far conoscere le loro offerte, ma soprattutto per acquisire informazioni per sviluppare i propri business in modo da consolidare ed espandere le proprie posizioni di mercato.
Internet Myopia significa ignorare un mercato che cambia e rischiare di perdere un treno che non ripasserà.

Attenzione a dirlo non sono io, ma gli esperti di
Stiamo perfezionando l’intervento che terrò per
Leggo oggi un interessante decalogo su come rilanciarsi in questo 2010 redatto dal 



Come mercato, le donne presentano un’opportunità maggiore di Cina e India messe assieme.