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	<title>2010 trends &#187; Innovazione</title>
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	<description>tendenze e nuove prospettive</description>
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		<title>Meglio imitare che innovare</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 14:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Bonaventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010 trends]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[copia]]></category>
		<category><![CDATA[imitazione]]></category>
		<category><![CDATA[leva strategica]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>

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		<description><![CDATA[A quanto pare, il 97,8% del valore dell’innovazione va all’imitatore e non all’innovatore.
 
 
Fin dalle prime scuole ci hanno sempre insegnato che copiare non è bene.
Se a livello etico questo concetto gira, a quanto pare a livello di business è più efficace cambiare prospettiva.
 
 
Almeno è questa la conclusione di una ricerca effettuata da Oded Shenkar che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="copiare è meglio" href="http://www.amazon.com/Copycats-Smart-Companies-Imitation-Strategic/dp/1422126730#noop" target="_blank"></a><img class="alignright size-full wp-image-434" title="Copia  di copiare è meglio" src="http://www.2010trends.it/2010/wp-content/uploads/2010/04/Copia-di-copiare-è-meglio.jpg" alt="Copia  di copiare è meglio" width="184" height="214" />A quanto pare, il <span style="color: #993300;"><strong>97,8% del valore</strong> </span>dell’innovazione va <span style="color: #993300;"><strong>all’imitatore </strong></span>e non all’innovatore.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Fin dalle prime scuole ci hanno sempre insegnato che copiare non è bene.<br />
Se a livello etico questo concetto gira, a quanto pare a livello di business è più efficace cambiare prospettiva.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Almeno è questa la conclusione di una ricerca effettuata da Oded Shenkar che verrà pubblicata a metà giugno nel libro: <a href="http://www.amazon.com/Copycats-Smart-Companies-Imitation-Strategic/dp/1422126730#noop"><span style="color: #000000;">Copycats: How Smart Companies Use Imitation to Gain a Strategic Edge</span></a></p>
<p>L’indagine è stata ampia, ha coinvolto 8 settori molto diversi tra loro.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>I risultati parlano chiaro: su 48 casi di innovazione di successo, in realtà <span style="color: #993300;"><strong>34 erano semplici imitazioni</strong></span>.</p>
<p> Per esempio, tutti conosciamo l&#8217;Ipod della Apple, ma in pochi &#8211; nessuno in Mentis &#8211; aveva mai sentito nominare il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/MPMan">MPMan </a>che è stato il primo vero digital audio player messo in commercio.<br />
O ancora, alzi la mano chi non ha mangiato almeno una volta in un McDonald&#8217;s: anche in questo caso si tratta di un&#8217;imitatore. L&#8217;originale fast food pare essere la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/White_Castle_(azienda)" target="_blank">White Castle</a>.</p>
<p> </p>
<p>Non dobbiamo però immaginarci delle aziende che sono passive, delle semplici ‘copione’, quanto delle realtà che cercano attivamente idee di valore per copiarle.<br />
E spesso, per trovarle si spingono ben oltre al proprio settore o Paese.<br />
Inoltre, non si limitano a copiare un’idea, ma spesso riescono ad architettare un’esca, proponendo un prodotto mero caro o migliore (sempre più spesso, meno caro &amp; migliore).<br />
Ovviamente sbaragliando l’innovatore i cui costi sono mediamente più alti.<br />
Infatti, il primo continua ad investire pesantemente nello studio dell’innovazione, mentre il secondo costruisce una gamma di offerte basate sulle reazioni del mercato.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Quindi non solo sfrutta l’idea creativa, ma nel contempo si avvantaggia anche del mercato creato dall’innovatore.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Per approfondire i dati dobbiamo attendere la pubblicazione, certo che il messaggio che viene lanciato è piuttosto inquietante.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>L’anniversario di un’utopia</title>
		<link>http://www.2010trends.it/2010/l%e2%80%99anniversario-di-un%e2%80%99utopia.html</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 14:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Bonaventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Da più parti arrivano suggerimenti in merito alla creazione di sinergie e collaborazioni.
 
Sembra infatti, che uno dei modi migliori per uscire dall’attuale situazione di mercato sia quello di lavorare in gruppo condividendo obiettivi, conoscenze e investimenti.
 
Per questo, voglio raccontarvi una storia che ho avuto la fortuna di contribuire a creare.
La storia di un gruppo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-382" title="aicel" src="http://www.2010trends.it/2010/wp-content/uploads/2010/01/aicel.jpg" alt="aicel" width="158" height="119" /></p>
<p>Da più parti arrivano suggerimenti in merito alla creazione di sinergie e collaborazioni.</p>
<p> </p>
<p>Sembra infatti, che uno dei modi migliori per uscire dall’attuale situazione di mercato sia quello di <strong>lavorare in gruppo</strong> condividendo obiettivi, conoscenze e investimenti.<br />
 </p>
<p>Per questo, voglio raccontarvi una storia che ho avuto la fortuna di contribuire a creare.<br />
La storia di un gruppo di imprenditori visionari che hanno capito che <strong>‘insieme è meglio’</strong>.<br />
 </p>
<p>Oggi, AICEL –<span style="color: #0000ff;"> </span><a href="http://www.aicel.org" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Associazione Italiana Commercio Elettronico </span></a>– festeggia 5 anni di attività.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.aicel.org"><strong><span style="color: #0000ff;">AICEL</span> </strong></a>è il maggior network italiano di operatori professionali con oltre 4000 iscritti e unico punto di riferimento del settore delle vendite on-line.</p>
<p> </p>
<p>L’ideatore del progetto è l’attuale presidente dell’Associazione, <a href="http://www.spedale.com/" target="_blank">Andrea Spedale </a>un atipico imprenditore bresciano.</p>
<p> <br />
L’idea di creare un gruppo di lavoro a sostegno del commercio elettronico italiano nasce in Rete nel 2003.<br />
Inizialmente si trattava di una decina di aziende che tra le prime in Italia avevano creduto nell’e-commerce.<br />
Ci si incontrava, si discuteva e si cercava di sbrogliare il bandolo della matassa di un settore completamente inesplorato.</p>
<p> <br />
Nel 2005 ecco prendere forma AICEL, una vera e propria Associazione che con i suoi tre obiettivi istituzionali (formare, informare e sostenere l’e-commerce italiano) fin da subito ha smosso le acque andando a bussare a tutte le porte per chiedere collaborazione e attenzione.</p>
<p> </p>
<p>La filosofia dell’Associazione si è sempre rifatta all’agorà greca: <strong>un luogo aperto</strong> dove incontrarsi per scambiarsi opinioni, suggerimenti e confrontarsi sui problemi quotidiani del gestire un attività commerciale in Rete.</p>
<p> </p>
<p>Ancor oggi, all’indirizzo www.aicel.it si trova attivo il forum dove l’imprenditore esperto risponde al neofita dando indicazioni e<strong> ‘dritte’ imparate sul campo</strong>.<br />
Non per niente, il motto del forum è sempre stato ‘dove l’e-commerce’ si incontra.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>AICEL, nei suoi cinque anni di attività ha saputo creare sinergie, iniziative e progetti che hanno contribuito concretamente al business dei suoi aderenti.</strong></p>
<ul>
<li>Aziende concorrenti hanno condiviso conoscenze e, perché no anche ordini comuni da fornitori lontani.</li>
<li>Aziende nuove e vecchie hanno lavorato assieme per costruire nuove strategie e metodologie di vendita.</li>
<li>Il grande ha aiutato il piccolo e il piccolo ha rinvigorito il grande.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E nei periodi più difficili si è fatto squadra condividendo paure e speranze.</strong></p>
<p> </p>
<p>AICEL è un’Associazione fatta da persone diverse tra loro, ma accomunate dall’idea che lavorando assieme si può cambiare il mercato e raggiungere risultati al di là della portata dei singoli merchant.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>TANTI AUGURI AICEL</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pensare positivo: l&#8217;impresa italiana può tornare a crescere</title>
		<link>http://www.2010trends.it/2010/pensare-positivo-limpresa-italiana-puo-tornare-a-crescere.html</link>
		<comments>http://www.2010trends.it/2010/pensare-positivo-limpresa-italiana-puo-tornare-a-crescere.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 09:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Bonaventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010 trends]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Previsioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo oggi un interessante decalogo su come rilanciarsi in questo 2010 redatto dal Sole24ore.
Mi piace in particolare il primo punto che focalizza l&#8217;attenzione sulla necessità di vedere la presente situazione come opportunità e non solo come crisi.
Pensare positivo significa saper mettere in discussione lo status quo per mettersi in azione e riappropriarsi del proprio futuro.
Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-364" title="Smile Mentis" src="http://www.2010trends.it/2010/wp-content/uploads/2010/01/Smile-01-300x240.jpg" alt="Smile Mentis" width="300" height="240" />Leggo oggi un interessante decalogo su come rilanciarsi in questo 2010 redatto dal <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/2010/start-up-italia/storie-aziende/decalogo-rilancio.shtml?uuid=6da567a0-fb68-11de-b596-e16b767cd100&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">Sole24ore</a>.</p>
<p>Mi piace in particolare il primo punto che focalizza l&#8217;attenzione sulla necessità di vedere la presente situazione come opportunità e non solo come crisi.</p>
<p>Pensare positivo significa saper mettere in discussione lo status quo per mettersi in azione e riappropriarsi del proprio futuro.</p>
<p>Per questo, aggiungerei un 11esimo punto: <strong>condividere le esperienze</strong> ( e le paure) per superare i momenti di scoraggiamento e cogliere i buoni esempi di chi ci sta attorno.</p>
<p> </p>
<p> Ecco quanto ci propone il Sole:</p>
<p><strong>1  </strong><strong>L&#8217;avvio della ripresa.</strong> Pensare positivo: l&#8217;impresa italiana può tornare a crescere.<br />
<strong>2 </strong><strong>Scuola.</strong> Gli istituti tecnici che preparano la forza lavoro migliore. I corsi di formazione d&#8217;eccellenza.<br />
<strong>3 </strong><strong>Università.</strong> Negli atenei che collaborano con le imprese per fare ricerca applicata e avviare start up.<br />
<strong>4 </strong><strong>Ricerca.</strong> Gli istituti che forniscono strumenti di base e applicazioni per i prodotti del nuovo made in Italy.<br />
<strong>5 </strong><strong>Innovazione di processo.</strong> I modelli produttivi più avanzati, le relazioni industriali più evolute.<br />
<strong>6 </strong><strong>Innovazione di prodotto.</strong> Le imprese che sanno cogliere i trend di mercato e assecondare il cambiamento.<br />
<strong>7  </strong><strong>Fare filiera.</strong> Necessità o scelta strategica: chi e come sa fare sinergia a monte e a valle del proprio segmento.<br />
<strong>8 </strong><strong>Marketing.</strong> Produrre, ma anche sapere vendere: le mosse vincenti di chi sa stare sull&#8217;onda dei consumi.<br />
<strong>9 </strong><strong>Internazionalizzazione.</strong> La forza e la fantasia di chi sa giocare su scala globale. Con competenza e passione.<br />
<strong>10 </strong><strong>Finanza.</strong> Le forme di finanziamento innovative. I migliori accordi tra banche e imprese sul territorio.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I trend del 2010 dei consumatori</title>
		<link>http://www.2010trends.it/2010/i-trend-del-2010-dei-consumatori.html</link>
		<comments>http://www.2010trends.it/2010/i-trend-del-2010-dei-consumatori.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 14:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Bonaventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010 trends]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Previsioni]]></category>

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		<description><![CDATA[TrendHunter ha individuato quelle che saranno le 20 tendenze più rilevanti nelle scelte dei consumatori finali del 2010.
Il video le presenta in modo semplice e accattivante.
 

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trendhunter.com/" target="_blank">TrendHunter</a> ha individuato quelle che saranno le 20 tendenze più rilevanti nelle scelte dei consumatori finali del 2010.</p>
<p>Il video le presenta in modo semplice e accattivante.</p>
<p> </p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/goMoO3DLDNw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/goMoO3DLDNw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quando la PMI incontra Facebook</title>
		<link>http://www.2010trends.it/2010/quando-la-pmi-incontra-facebook.html</link>
		<comments>http://www.2010trends.it/2010/quando-la-pmi-incontra-facebook.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 11:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Bonaventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010 trends]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente!
 
Anche da noi le testate giornalistiche tradizionali cominciano a prestare attenzione all’uso strategico dei social media come strumenti di business.
 
Il Sole24Ore riprende un’interessante articolo del New York Times che riporta esperienze di piccoli imprenditori che utilizzano – con molto profitto – Facebook per le loro attività commerciali.
 
Le storie sono intriganti e rafforzano quanto è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-343" title="commenti_orr-small" src="http://www.2010trends.it/2010/wp-content/uploads/2009/11/commenti_orr-small-300x40.jpg" alt="commenti_orr-small" width="300" height="40" /><span style="color: #993300;"><strong>Finalmente!</strong></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong> </strong></span></p>
<p>Anche da noi le testate giornalistiche tradizionali cominciano a prestare attenzione all’uso strategico dei social media come strumenti di business.</p>
<p> </p>
<p>Il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/15-novembre-2009/facebook-alleato-futuro-pmi.shtml" target="_blank"><span style="color: #000000;">Sole24Ore</span></a> riprende un’interessante articolo del New York Times che riporta esperienze di piccoli imprenditori che utilizzano – con molto profitto – Facebook per le loro attività commerciali.</p>
<p> </p>
<p>Le storie sono intriganti e rafforzano quanto è stato riportato nel seminario che abbiamo tenuto due settimane fa.</p>
<p>In quell’occasione, abbiamo voluto analizzare alcuni dei dati disponibili per valutare l’efficacia dei Social Media in termini di business.</p>
<p> </p>
<p>I dati che abbiamo presentato si rifanno per lo più al mercato americano, dove le aziende stanno <strong>testando questi media da circa sei mesi</strong>.</p>
<p> </p>
<p>A seguire le slides del seminario per chi non è riuscito ad essere presente.</p>
<p> </p>
<div id="__ss_2595718" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Social media e business" href="http://www.slideshare.net/MentisUniversitas/social-media-e-business">Social media e business</a><object style="margin:0px" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=socialmediareportnovembre09-091127053803-phpapp02&amp;stripped_title=social-media-e-business" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="margin:0px" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=socialmediareportnovembre09-091127053803-phpapp02&amp;stripped_title=social-media-e-business" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div style="font-size: 11px; padding-top: 2px; font-family: tahoma,arial; height: 26px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">documents</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/MentisUniversitas">Universitas Mentis </a>.</div>
<p> </p>
<p>L’articolo del Sole si chiude con un consiglio molto prezioso offerto da un pasticcere ex banchiere d’investimento:</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #993300;"><em>«Sappiate aspettare –consiglia Nelson – gli utenti non si precipiteranno subito in massa sul vostro sito di social media. Tecnologia significa creare un effetto network, ma perché s&#8217;instaurino le necessarie connessioni occorre tempo».</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Liberiamo il Virus</title>
		<link>http://www.2010trends.it/2010/liberiamo-il-virus-come-diffondere-le-idee-attraverso-internet.html</link>
		<comments>http://www.2010trends.it/2010/liberiamo-il-virus-come-diffondere-le-idee-attraverso-internet.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 15:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Bonaventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2010trends.it/2010/?p=331</guid>
		<description><![CDATA[

 
Siamo state invitate come relatrici a Padova in occasione del convegno &#8216;Cultura Senza Barriere&#8217; organizzato dall&#8217;Università degli Studi di Padova.
  
Terremo un seminario dal titolo &#8216;Liberiamo il Virus: come diffondere le idee attraverso Internet&#8216;  in cui parleremo di :
 
- perchè alcune idee si diffondono e altre no?
 
- quali sono i meccanismi di trasmissione classici e come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.culturasenzabarriere.org/2009/11/liberiamo-il-virus-come-diffondere-le-idee-attraverso-internet/" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://www.culturasenzabarriere.org/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-332 alignnone" title="logo" src="http://www.2010trends.it/2010/wp-content/uploads/2009/11/logo.png" alt="logo" width="433" height="130" /></a></p>
<p> </p>
<p>Siamo state invitate come relatrici a Padova in occasione del convegno &#8216;Cultura Senza Barriere&#8217; organizzato dall&#8217;Università degli Studi di Padova.</p>
<p>  </p>
<p>Terremo un seminario dal titolo <strong><span style="color: #993300;">&#8216;Liberiamo il Virus: <em>come diffondere le idee attraverso Internet</em></span></strong>&#8216;  in cui parleremo di :</p>
<p> </p>
<p>- <strong><span style="color: #993300;">perchè</span></strong><span style="color: #000000;"><span style="color: #993300;"> <span style="color: #000000;">a</span></span><span style="color: #000000;">l</span>cune i</span>dee si diffondono e altre no?</p>
<p> </p>
<p>- <span style="color: #993300;"><strong>quali</strong> </span>sono i meccanismi di trasmissione classici e come si colloca Internet?</p>
<p> </p>
<p>- <strong><span style="color: #993300;">come</span></strong> possiamo diffondere le idee utilizzando gli strumenti che la Rete ci offre (newgroup, mail, social media, social network, etc.)?</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>In particolare, vorremmo dare una visione complessiva delle <strong>varie teorie</strong> che spiegano come i messaggi si diffondano attraverso le reti sociali.<br />
Un tale lavoro di riordino non è molto facile. In molti si sono cimentati in questi ambiti però quasi nessuno in modo strutturato e scientifico.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Tra le migliori pubblicazioni che possiamo subito citare:</p>
<p>-<span style="color: #000000;"> </span><a href="http://www.amazon.com/Tipping-Point-Little-Things-Difference/dp/0316346624/ref=sr_1_3?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1259248470&amp;sr=8-3" target="_blank"><span style="color: #000000;">The Tipping Point (Gladwell)</span></a></p>
<p><span style="color: #000000;">- </span><a href="http://www.amazon.com/Made-Stick-Ideas-Survive-Others/dp/1400064287/ref=pd_sim_b_7" target="_blank"><span style="color: #000000;">Made to Stick (Heat &amp; Heat) </span></a></p>
<p><span style="color: #000000;">- </span><a href="http://www.amazon.com/Anatomy-Buzz-Revisited-Word-Mouth/dp/0385526326/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1259248719&amp;sr=1-1" target="_blank"><span style="color: #000000;">The Anatomy of Buzz (Rosen)</span></a></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>&#8230; la nostra ricerca continua &#8230;</em></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Ecco la scheda ufficiale dell&#8217;intervento:</p>
<h3><span style="color: #993300;">Liberiamo il Virus: come diffondere le idee attraverso Internet</span></h3>
<p><strong>La comunicazione in Rete segue strade diverse dai tradizionali medium</strong>. La Gente comune se n’è resa ben conto, le Aziende ancora poco.</p>
<p><span id="more-717"> </span></p>
<p>Infatti, è successo qualcosa di strano. La pubblicità tradizionale non funziona più, mentre le informazioni passate attraverso il passaparola diventano sempre più influenzanti.</p>
<p>Le barriere che separavano le aziende (creatrici degli spot) e i clienti (fruitori passivi) sono state abbattute e ora tutti possono esprimersi allo stesso modo.</p>
<p>Più di 250 milioni di persone sono attive su Facebook, più di 346 milioni di persone leggono blog e almeno 184 milioni di persone sono loro stessi blogger.<br />
Inoltre, Twitter registra 14 milioni di utilizzatori e YouTube raccoglie più di 100 milioni di visitatori al mese.</p>
<p>Possiamo fingere che questo cambiamento non sia avvenuto?</p>
<p>Oggi la comunicazione, la diffusione delle informazioni, la trasmissione delle idee non può venir arginata.<br />
Nessuna barriera può più esistere. Nessun muro può bloccare le conversazioni.</p>
<p>Dobbiamo, quindi, <strong>imparare a ripensare la comunicazione</strong> – sia questa di carattere sociale o aziendale – inserendo in modo strategico l’utilizzo delle Reti Sociali.</p>
<p>Durante il seminario presenteremo una selezione delle ricerche e degli studi che hanno analizzato i <strong>meccanismi di diffusione di narrazioni e influenze sociali</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>2010 crucial consumer trends (USA)</title>
		<link>http://www.2010trends.it/2010/2010-crucial-consumer-trends-usa.html</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Bonaventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010 trends]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Previsioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Trendwatching è un istituto americano specializzato nelle ricerche di mercato.
Come ogni anno, ha pubblicato il report 10 crucial consumer trends for 2010 (il report esteso è a pagamento).
 
Vediamoli in dettaglio facendo caso che essendo una ricerca made in USA non tutto sarà trasportabile alla nostra realtà italiana.
 
1. Business As Unusual
La ricerca individua come le aziende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-323" title="2010trends" src="http://www.2010trends.it/2010/wp-content/uploads/2009/11/trends.bmp" alt="2010trends" width="330" height="330" /><a href="http://trendwatching.com/trends/10trends2010/" target="_blank">Trendwatching </a>è un istituto americano specializzato nelle ricerche di mercato.</p>
<p>Come ogni anno, ha pubblicato il report 10 crucial consumer trends for 2010 (<a href="http://trendwatching.com/premium/order/" target="_blank">il report esteso è a pagamento</a>).</p>
<p> </p>
<p>Vediamoli in dettaglio facendo caso che essendo una ricerca made in USA non tutto sarà trasportabile alla nostra realtà italiana.</p>
<p> </p>
<h3><span style="color: #993300;">1. Business As Unusual</span></h3>
<p>La ricerca individua come le aziende debbano rimettere in discussione la loro modalità tipica di azione.</p>
<p>In particolare inserendo nel loro agire i temi della sostenibilità, della trasparenza e dell&#8217;apertura al dialogo con i propri mercati.</p>
<p> </p>
<p><em><span style="color: #993300;">Non possiamo che confermare: anche da noi questa è la tendenza principale.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #993300;">Le aziende sono chiamate a mettersi in gioco secondo regole nuove. Vuoi per la scarsa fiducia della popolazione, vuoi per i cambiamenti che la crisi ha portato.</span></em></p>
<p> </p>
<p> </p>
<h3><span style="color: #993300;">2. Urbany</span></h3>
<p>Cioè lo spostamento della popolazione mondiale dalle campagne alle città.</p>
<p>Questo dovrebbe comportare l&#8217;emergere una tipologia di consumatori che potremmo definire &#8216;urbani&#8217; più evoluti, sofisticati e esigenti.</p>
<p> </p>
<h4>Sub Trend: l&#8217;orgoglio urbano</h4>
<p>Ci sarà un forte campanilismo da parte dei cittadini di queste metropoli che potrà venir sfruttato da offerte commerciali ad hoc.</p>
<p> </p>
<p><em><span style="color: #993300;">Questa tendenza è difficilmente trasportabile in Italia.<br />
</span></em><em><span style="color: #993300;">Dove, al contrario, chi può fugge dalle città per trasferirsi in ambienti più vivibili e meno inquinati.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #993300;">Invece, da ben considerare è il concetto dello sfruttamento commerciale del campanilismo che potrebbe essere molto adatto al nosto essere.</span></em></p>
<p> </p>
<p> </p>
<h3><span style="color: #993300;">3. REAL-TIME REVIEWS</span></h3>
<p>Sempre più persone utilizzeranno i social media per condividere le loro esperienze reali.</p>
<p>Il boom di strumenti come twitter e in generale in micro blogging ne sono la riprova.</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #993300;"><em>Gli italiani amano comunicare, quindi è molto probabile che questa tendenza arriverà anche da noi.</em></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><em>I cellulari di ultima generazione &#8211; che noi amiamo molto &#8211; permettono di far sapere in qualsiasi momento alla nostra rete di contatti cosa stiamo facendo.</em></span></p>
<p> </p>
<h3><span style="color: #993300;">4. (F)LUXURY</span></h3>
<p>Assisteremo ad una rivisitazione del Lusso.</p>
<p>Ci concentreremo non tanto su quello che è vistoso, quanto su quello che è raro.</p>
<p>Lusso, quindi diventerà tutto ciò che è esclusivo e non obbligatoriamente ciò che è costoso.</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #993300;"><em>Su questo siamo totalmente d&#8217;accordo: la crisi ha portato una revisione complessiva di quello che è status simbol.</em></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><em>La tendenza alla parsimonia e quindi a evitare l&#8217;ostentazione, si sposa benissimo con la richiesta di prodotti che ci facciano in ogni caso sentire unici.</em></span></p>
<p> </p>
<h3><span style="color: #993300;">5. MASSIVE MINGLING</span></h3>
<p>La vita sociale non verrà ridotta dalle interazioni on-line, ma al contrario intensificata.</p>
<p>Infatti, i social media rendono più facile conoscere nuove persone che se interessanti verranno poi incontrate nel mondo reale.</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #993300;"><em>Non abbiamo dati per valutare l&#8217;applicabilità di questa tendenza in Italia. Per natura, siamo un popolo diffidente, ma allo stesso tempo amiamo socializzare dentro e fuori dalla Rete.</em></span></p>
<p> </p>
<h3><span style="color: #993300;">6. ECO-EASY</span></h3>
<p>Cioè l&#8217;ecologia che diventa norma.</p>
<p>Le aziende saranno portate ad applicare soluzioni ecologiche anche senza che il consumatore finale se ne renda direttamente conto.</p>
<p>La riduzione dei packaging inquinanti, l&#8217;impiego di contenitori riciclati&#8230;</p>
<p> </p>
<p><em><span style="color: #993300;">Questa nuova sensibilità è facilmente individuabile anche da noi. Il numero crescente di cataloghi stampati su carta FSC ne sono la riprova.</span></em></p>
<p> </p>
<h3><span style="color: #993300;">7. TRACKING &amp; ALERTING</span></h3>
<p>Quindi la possibilità di tenere traccia degli argomenti che ci interessano (come gli allert che ci mette a disposizione google) in modo automatico ed eventualmente diffondere in tempo reale le varie informazioni magari attraverso i cellulari di ultima generazione.</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #993300;"><em>Questo è il futuro: negli USA come in Italia, si parla sempre di più Realtà Aumentata (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=b1YLyQ-0ALs" target="_blank">&#8216;Augmented Reality&#8217;</a>).</em></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=b1YLyQ-0ALs" target="_blank">Amir Baldissera</a> ha iniziato proprio una serie di mini- lezioni video per introdurci all&#8217;argomento.</em></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><em>In sintesi, i nuovi sistemi ci permetteranno ad esempio di tracciare gli amici, sapere cosa fanno e dove sono.</em></span></p>
<p> </p>
<h3><span style="color: #993300;">8. EMBEDDED GENEROSITY</span>  </h3>
<p>Le aziende debbono riqualificarsi agli occhi dei consumatori.</p>
<p>Per questo nasceranno sempre più spesso iniziative che prevedono che a fronte di un acquisto parte dell&#8217;introito venga automaticamente devoluto a qualche iniziativa benefica.</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #993300;"><em>Anche su questa tendenza non abbiamo dati per esprimerci.</em></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><em>In Italia, la donazione e la beneficenza sono spesso più del dominio privato di quello pubblico.</em></span></p>
<p> </p>
<h3><span style="color: #993300;">9. PROFILE MYNING</span></h3>
<p>Sappiamo che utilizzando i sistemi informatici lasciamo tracce del nostro passaggio.</p>
<p>Queste tracce possono venir utilizzate a livello commerciale per creare delle offerte più aderenti ai nostri reali interessi.</p>
<p>Sempre più, quindi, offriremo informazioni sulle nostre preferenze per ottenere in cambio servizi personalizzati e pacchetti su misura.</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #993300;"><em>In Italia dovremmo ancora attendere per arrivare a questa situazione.</em></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><em>Non perché tecnicamente non si sia pronti, ma perché il concetto di privacy è preponderante.</em></span></p>
<p> </p>
<h3><span style="color: #993300;">10. MATURALISM</span></h3>
<p>Che sta per mature materialism. In un mondo sempre sovraffollato di messaggi, alle aziende verrà chiesto di esporsi di più con prese di posizione e campagne pubblicitarie più audaci.</p>
<p>Il quieto vivere non farà emergere.</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #993300;"><em>Per l&#8217;Italia credo basti ricordare il lavoro di un certo Oliviero Toscani: è un po&#8217; che non si vedono vere campagne di provocazione.</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cambiamento</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 09:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Bonaventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>

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		<description><![CDATA[ 

 
In italiano suona circa cosi:
 
Il cambiamento non è la morte
La morte è la paura del cambiamento
 
Si tratta di un&#8217;immagine del 2007, ma trovo che il  messaggio sia particolarmente attuale.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://gapingvoid.com/2007/11/18/the-global-microbrand-revisited/"><img class="size-full wp-image-262     aligncenter" title="0711globalmicrosobrand" src="http://www.2010trends.it/2010/wp-content/uploads/2009/11/0711globalmicrosobrand.jpg" alt="0711globalmicrosobrand" width="400" height="218" /></a></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;">In italiano suona circa cosi:</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Il cambiamento non è la morte</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #993300;">La morte è la paura del cambiamento</span></strong></p>
<p> </p>
<p><span style="color: #000000;">Si tratta di un&#8217;immagine del 2007, ma trovo che il  messaggio sia particolarmente attuale.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sempre sui rischi dell&#8217;immobilismo</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 14:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Bonaventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il post precedente   &#8211; in merito alle osservazioni di Kotler sul pericolo dell&#8217;immobilismo &#8211; mi ha fatto venir in mente una vecchia frase di un altro padre del marketing:
Peter Drucker nel 1961 scrisse:
Dobbiamo tutti accettare un fatto elementare che ci è ben noto:
e cioè che se si assume una posizione difensiva si può, nella migliore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-233" title="drucker" src="http://www.2010trends.it/2010/wp-content/uploads/2009/10/drucker.jpg" alt="drucker" width="113" height="118" />Il post precedente   &#8211; in merito alle osservazioni di <a href="http://www.2010trends.it/2010/conoscersi-per-ripartire.html" target="_blank">Kotler </a>sul pericolo dell&#8217;immobilismo &#8211; mi ha fatto venir in mente una vecchia frase di un altro padre del marketing:</p>
<p><strong>Peter Drucker </strong>nel 1961 scrisse<strong>:</strong></p>
<p><em>Dobbiamo tutti accettare un fatto elementare che ci è ben noto:<br />
e cioè che se si assume una posizione difensiva si può, nella migliore delle ipotesi, limitare le perdite.</em></p>
<p><em>Mentre ciò di cui abbiamo bisogno sono i guadagni.</em></p>
<p>Piuttosto attuale, nonostante siano passati quasi 50 anni, non trovate?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tendenze emergenti: la parsimonia</title>
		<link>http://www.2010trends.it/2010/tendenze-emergenti-la-parsimonia.html</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 16:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Bonaventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010 trends]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Previsioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle tendenze sociali che il nostro di lavoro di ricerca ha individuato è la PARSIMONIA, intesa come un rifiuto degli eccessi del consumismo a favore della riscoperta dell’essenziale.
 
Questo è un atteggiamento che coinvolge fasce di popolazione differenti che scelgono – non obbligatoriamente per necessità – di tagliare le spese voluttuarie.
Quindi, la riscoperta delle cose ‘fatte’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle tendenze sociali che il nostro di lavoro di ricerca ha individuato è la <strong><span style="color: #993300;">PARSIMONIA</span></strong>, intesa come un rifiuto degli eccessi del consumismo a favore della <span style="text-decoration: underline;">riscoperta dell’essenziale</span>.</p>
<p> </p>
<p>Questo è un atteggiamento che coinvolge fasce di popolazione differenti che scelgono – non obbligatoriamente per necessità – <strong>di tagliare le spese voluttuarie</strong>.</p>
<p>Quindi, la riscoperta delle cose ‘fatte’ in casa – si veda anche il tentativo dell’orto alla Casa Bianca -, del riciclo degli oggetti, degli articoli di qualità poco sfarzosi.</p>
<p>Una buona espressione  commerciale &#8211; per certi versi estrema &#8211; di questa tendenza è l’evolversi del <span style="color: #993300;"><strong>baratto</strong></span>.<br />
Già diverse volte, questa forma di scambio aveva provato ad acquisire luce e credibilità, ora pare che si sia creato un contesto economico idoneo per il suo sviluppo.</p>
<p>Per spiegare meglio l’effetto di questa nuova forma di scambio, riportiamo l’esperienza svolta nei giorni scorsi a Milano.<br />
L’oggetto del baratto in questo caso specifico erano prodotti di lusso nell’ambito dell’abbigliamento.<br />
Come si vede, <strong>non si tratta di uno scambio per necessità</strong>, ma del prendere piede di una moda/tendenza.</p>
<p>Nel video di presentazione dell&#8217;evento milanese che riportiamo a seguire, compaiono tutti i termini cruciali: <span style="text-decoration: underline;">riciclo</span>, <span style="text-decoration: underline;">sostenibile</span>, <span style="text-decoration: underline;">costo zero</span>.<br />
Ovviamente tutto condito in salsa glamour per trasmettere il concetto di esclusività e divertimento.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5LH4cZP8yyw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/5LH4cZP8yyw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
	</channel>
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